LATTE: IN VENETO UN TAVOLO CONTRO LA CRISI

Tavolo in Regione per affrontare la crisi del settore lattiero-caseario che rischia di dimezzare il numero delle 3300 stalle venete: l’assessore all’agricoltura ha convocato nella sede del Dipartimento di via Torino i rappresentanti delle associazioni degli allevatori, dei produttori, dei caseifici e tutte le categorie del settore per coordinare gli interventi e mettere in campo le possibili strategie per contrastare il crollo del prezzo del latte verificatosi con la fine del regime europeo delle quote di produzione. Negli ultimi anni circa 700 stalle in Veneto hanno già chiuso i battenti. “La Regione vuole investire in qualità e in progetti integrati di filiera – dichiara l’assessore all’agricoltura - Chi rischia di più sono i piccoli allevamenti, che faticano a reggere i costi di gestione e di ammortamento di fronte ad una concorrenza sempre più aggressiva. Dobbiamo aiutare le nostre imprese che hanno investito nel benessere animale e nella sicurezza ambientale a non perdere il proprio potenziale produttivo. Come? La Regione, per parte sua, provvederà ad erogare aiuti al credito di esercizio e utilizzare i fondi del Psr. Il bilancio 2016 della Regione prevede un milione di euro per gli interventi previsti dalla legge regionale 19 del 2009: apriremo un bando e, tramite Avepa, sosterremo le aziende del settore zootecnico e lattiero-caseario che faranno ricorso al credito bancario. Nel contempo, con i fondi del programma di sviluppo rurale, incentiveremo i progetti integrati di filiera per favorire la connessione tra agricoltura, allevamenti e agroindustria. Le risorse ci sono e quella del latte rappresenta una filiera primaria da promuovere e valorizzare”. Spinta all’aggregazione, promozione della qualità totale del latte e dei latticini ‘nostrani’ attraverso il marchio QV (Qualità verificata) e integrazione della filiera restano il binario privilegiato dell’intervento regionale per tutelare un settore nel quale il Veneto è il terzo produttore nazionale, con oltre un milione e 113 mila tonnellate di latte, per l’85 per cento trasformato in formaggi Dop o tradizionali. Ma l’altro fronte di azione, sollecitato da categorie e produttori, resta la ‘difesa’ del latte veneto dalla concorrenza del latte d’importazione.