UNA CONTINUA CAMPAGNA DENIGRATORIA CHE SERVE SOLO AD ALLONTANARE LE FUTURE MAMME E CHI VORREBBE VENIRE A LAVORARE IN QUESTA UNITA’ OPERATIVA

UNA CONTINUA CAMPAGNA DENIGRATORIA CHE SERVE SOLO AD ALLONTANARE LE FUTURE MAMME E CHI VORREBBE VENIRE A LAVORARE IN QUESTA UNITA’ OPERATIVA

<<Se il punto nascite di Portogruaro non è ancora decollato uno dei motivi è sicuramente la continua e massiccia campagna denigratoria attuata da pseudo comitati e da una parte della politica. Dire che non si è fatto abbastanza e che la Regione non ha posto il reparto nelle condizioni di ripartire con tante nascite, sono solo parole populiste di chi non ha competenza in materia, e sono offensive nei confronti dell’equipe di reparto che lavora egregiamente e che ha la massima fiducia nella direzione>>. Il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza, respinge fermamente quanto riportato nell’articolo di stampa di oggi.


 La questione punto nascita di Portogruaro è infatti ben più articolata di quando detto. In primis la riapertura avvenuta a maggio 2017 con una classificazione tale da garantire la massima sicurezza alle neomamme e neonati e con caratteristiche, in termini di organizzazione, maggiori rispetto ai tempi precedenti alla sospensione (2015); inoltre da sempre come tanti altri centri non veniva attuata l’anestesia epidurale e la procreazione medicalmente assistita. In secondo luogo per la riapertura sono stati autorizzati ed effettuati diversi investimenti sia sul fronte delle risorse umane che tecnologico. La carenza di specialisti ginecologi è palese e nota su scala nazionale, ma l’azienda l’Ulss4 sta facendo tutto il possibile per reclutare il personale necessario, ne è prova che solo nel 2017 sono stati inviati oltre 100 telegrammi di assunzione a ginecologi individuati in graduatorie di aziende sanitarie venete e di altre regioni. In terzo luogo sono in diminuzione le ascite in tutta Italia.

<<La Regione Veneto – continua il direttore generale dell’Ulss4 - ha invece ascoltato la volontà del territorio, andando addirittura in deroga alle indicazioni ministeriali che prevedono la chiusura dei punto nascita sotto i 1000 parti l’anno, chiesto e sostenuto la riapertura della sede di Portogruaro. I comitati e la politica locale, che con forza hanno voluto la riapertura, dovrebbero aiutare e supportare il personale nel rassicurare e nel promuovere l’attività, invece si registrano solo polemiche non fanno altro che far desistere anche chi vorrebbe far nascere il proprio figlio a Portogruaro e chi vorrebbe venire a lavorare qui, mettendo ulteriormente in crisi questa unità operativa>>.