40 ANNI DAL TERREMOTO DEL FRIULI, ZAIA: "NON C'E' VENETO CHE NON LO RICORDI"

Non c’è veneto che non ricordi, direttamente o indirettamente, quel 6 maggio di 40 anni fa, quando la terra tremò a lungo e con forte intensità. Ero bambino, ma le immagini della distruzione dei vicini paesi friuliani, delle tante vittime e della corsa agli aiuti verso Gemona, Osoppo e la Carnia sono vive e indelebili. In quei giorni abbiamo rivissuto con sgomento le ‘nostre’ grandi tragedie (l’alluvione del Polesine, il Vajont, l’aqua granda’ di Venezia) e ci siamo subito mobilitati per portare aiuto ai nostri fratelli friulani. A 40 anni da quella catastrofe il sentimento che prevale oggi su tutto è la grande esperienza di solidarietà che unì il Paese attorno alle comunità più colpite. Migliaia di giovani, di alpini, di tecnici, di semplici volontari partirono subito dal Veneto per portare soccorso tra le macerie dei paesi friulani, in una gara improvvisata ma corale, contro il tempo”. Così il presidente del Veneto ricorda in prima persona il 6 maggio del 1976, la devastazione causata dal terremoto che squassò la Carnia, la lotta contro il tempo per salvare vite umane e la catena di aiuti e solidarietà che subito si innescò tra le genti venete e friulane, tra destra e sinistra del Tagliamento.